martedì 22 marzo 2016

Alle Maldive con bambini. Ecco come è andata.

A distanza esatta di quattro anni dal mio viaggio a Zanzibar, riemerge impellente la voglia di una bella vacanza al caldo durante il piovoso inverno nostrano. Solo che, a differenza di quell'ormai lontano febbraio 2012, vi sono due “piccole” grandi differenze: una bimba di tre anni e un bimbo di 20 mesi. Ebbene sì, da allora la famiglia è raddoppiata. Ma un conto si sa è viaggiare in coppia, due vestiti in valigia, passaporto in tasca e via, senza molte pretese e con tanta voglia di star bene. Diverso è spostarsi, soprattutto su distanze lunghe, con prole al seguito: un minimo di esigenze e orari da rispettare, condizioni e norme igienico-sanitarie di cui tenere conto, attrattive in linea con la loro età e una quantità di cose da portarsi dietro per cui servirebbe la famosa borsa di Mary Poppins. Naturale quindi che prima di decidere di affrontare questo viaggio con i bambini, il loro primo vero viaggio e per di più non proprio dietro l’angolo, sono trascorse settimane intere tra cataloghi di viaggi sfogliati, riflessioni (“ma sarà il caso”), ricerca di offerte nelle agenzie, dubbi amletici (“e se succede che…”) e lettura di notizie utili su internet. Il web abbonda di resoconti di viaggio di famiglie con bambini, esistono blog specializzati con consigli utili e informazioni di ogni genere. I racconti generalmente positivi in cui ci imbattiamo ci incitano alla partenza ma finché un'esperienza non si prova sulla propria pelle tutto rimane astratto e opinabile. E allora basta pensare, passo all'azione e con gesto fulmineo prenoto la vacanza. Si parte.
La scelta ricade sulle Maldive per svariati motivi. Innanzitutto tra gennaio e aprile il clima è ottimale, è la stagione più secca con temperature intorno ai 30 gradi e precipitazioni quasi assenti. Questo comporta che a livello turistico sia considerata alta stagione, con costi più alti e richieste di prenotazioni maggiori. Prima si prenota e maggiori sono le probabilità di trovare prezzi migliori, con le tariffe che possono variare anche di settimana in settimana. Altro elemento da non sottovalutare è che non sono richieste vaccinazioni e non vi sono rischi di contrarre malattie endemiche. Cercavamo una destinazione che fosse essenzialmente di mare, senza particolari escursioni (vedi Zanzibar, Seychelles) che amiamo tanto fare per evadere dalla classica vita di villaggio ma non troppo compatibili con le nostre esigenze attuali.
Una volta individuata la destinazione generica, il passo successivo è scegliere l’isola. E qui tutto si fa molto semplice. Preso atto che su molte isole l’accesso alle famiglie con bambini non è consentito, sia su consiglio delle varie agenzie di viaggio che sulla base delle indicazioni rintracciabili sul web la scelta si è indirizzata fin da subito verso l'Alimathà Acquatic Resort. Quest’isola è interamente occupata da un villaggio Bravo, con servizi e attività gestiti da Alpitour, dove neonati e bambini sono i benvenuti. Sono previste una serie di facilitazioni ad hoc tra cui seggioloni al ristorante, lettini a cancelli nelle camere, disponibilità di braccioli e giocattoli da spiaggia (secchielli, palette, formine) a cui si aggiunge il servizio “Bravo Bimbo” con attività e giochi durante tutta la giornata rivolti agli ospiti nella fascia di età 3-13 anni.
Per la prenotazione del viaggio ci siamo affidati al sito Mondomaldive.it che ci ha offerto il pacchetto vacanza (volo+trasferimenti+soggiorno) previsto dal tour operator Alpitour a prezzo scontato rispetto a quanto proposto da altre agenzie. Ho riscontrato un’ottima professionalità e disponibilità oltre a grande competenza essendo un’agenzia/portale internet gestito da persone che hanno una passione e una conoscenza smisurata delle Maldive.
I bambini fino a due anni viaggiano (senza posto assegnato sull'aereo) e soggiornano gratis, sopra tale età è applicata una riduzione del 60% rispetto alla quota intera del pacchetto.
Arriva finalmente il giorno della partenza, bagagli già in auto ed entusiasmo alle stelle. Ci pensa subito il figlio più piccolo a spegnere gli ardori. È un po’ irrequieto, per scrupolo misuriamo la febbre e sorpresa: ha 38! Con termometro e tachipirina in tasca raggiungiamo Malpensa con un po’ di preoccupazione e con la speranza che sia una cosa passeggera.


Veniamo al volo. La compagnia aerea è la Neos del gruppo Alpitour. Come già anticipato i bambini fino a due anni non hanno diritto al posto né al pasto e viaggiano in collo ai genitori (se si vuole la culla è necessario richiederla in fase di prenotazione). Dato che il volo è piuttosto lungo (10 ore all'andata senza scali, 13 ore al ritorno con scalo tecnico a Colombo in Sri Lanka) la situazione non è delle più agevoli pertanto, in fase di check-in, abbiamo richiesto la possibilità di avere un posto libero accanto ai tre seggiolini assegnatici. Sia per il volo di andata che di ritorno la nostra richiesta è stata soddisfatta nonostante l’aereo fosse quasi completamente occupato. Tenere fermi e occupati due bambini piccoli e piuttosto vivaci per tutte quelle ore è stata un’impresa ardua. Soprattutto il viaggio di ritorno, diurno e più lungo, ci ha messo a dura prova: la nostra scorta di cartoni animati, matite e quaderni, caramelle, figurine e giornalini vari non sempre è riuscita ad arginare la loro vitalità alternata a smania. Ma l’avevamo messo in preventivo e una circostanza verso cui misurarsi era proprio questa.
Per il trasferimento dall'aeroporto di Malè ad Alimathà (e viceversa) si hanno due possibilità: barca veloce o idrovolante. Il primo ha il vantaggio del costo ridotto, il secondo quello del tempo minimo di trasferimento (20 minuti). Noi abbiamo optato per la barca veloce che richiede circa un’ora e mezzo di navigazione. Tenete presente che le barche sono motoscafi con capienza di circa trenta persone, che il mare non sempre è liscio come una tavola d’olio e pertanto non è da escludere che si possa un po’ “ballare”. L’attracco delle barche è proprio di fronte all'uscita dall'aeroporto e la partenza avviene nel giro di pochi minuti dall'arrivo. Non sempre è così per gli idrovolanti per il cui decollo spesso è necessario attendere anche qualche ora. Per chi lo volesse, è possibile modificare il trasferimento per il ritorno da barca a idrovolante presso la reception dell’isola pagando un supplemento. La nostra esperienza “marittima” dell’andata devo ammettere che non è stata delle più agevoli. Sarà stata un po’ la fatica del viaggio aereo, un po’ il caldo e un po’ i frequenti “salti” sulle onde che hanno inizialmente reso i bambini insofferenti. Poi fortunatamente il sonno ci è venuto in aiuto e, una volta addormentati, il viaggio è proseguito senza patemi. Se il costo non è un problema, forse l'idrovolante è la soluzione da preferire.
Accaldati e stremati scendiamo dalla barca e la visione dal pontile dell’isola ci riconcilia con il mondo: palme, sabbia bianchissima e un mare turchese nel quale ti tufferesti ancora vestito e con lo zaino sulle spalle.


Dopo un rapido check-in alla reception prendiamo possesso del nostro beach bungalow, spazioso e ben curato con letto matrimoniale, letto singolo e lettino a cancelli. Attraverso una porta-finestra si accede alla veranda privata con vista mare. Poche decine di metri di spiaggia costellata da palme ci frappongono alla battigia. Il primo giorno ci è stato assegnato il bungalow n. 54 poi, su nostra richiesta a seguito di un disguido con la vicina di bungalow, ci siamo trasferiti al n. 15. A nostro parere tale cambiamento ci ho giovato: la spiaggia antistante i bungalow compresi tra il n. 15 e il n. 25 è la più grande e più bella, vicina all'unico beach bar presente e non troppo lontano dal ristorante. Essendo inoltre sul lato tramonto dell'isola, la sera si assiste all'inappagabile spettacolo del sole che si spegne nelle acque dell'Oceano Indiano. Si è più vicini all'animazione ma questo non comporta rumori eccessivi, si sente solo un po’ di musica in sottofondo. Dal n. 25 in poi l’isola è caratterizzata da piccole spiagge delimitate da barriere antierosione e da una tranquillità pressoché totale.



Il mare delle Maldive non ha certo bisogno di presentazioni né di elogi da parte del sottoscritto. Mi preme solo sottolineare come l’acqua sia particolarmente calda e bassa, ideale per i bambini; ogni tanto vicino a riva può capitare di avvistare razze e pesci balestra ma il vero spettacolo marino si ammira solo raggiungendo la barriera corallina. Purtroppo non è così vicina a riva come speravo, richiede una bella nuotata e l’utilizzo di pinne, senza le quali nuotare alla Maldive è praticamente impossibile per le forti correnti. Tenete presente che chi scrive preferisce di gran lunga nuotare a piedi nudi, come ho spesso fatto in altre occasioni a giro per il mondo. Ma in questo caso ho dovuto cedere e per circa 5$ al giorno le ho noleggiate al centro diving presente sull'isola. Anche durante le uscite snorkeling organizzate dallo stesso centro diving vi è l’obbligo di indossare le pinne.



Proprio grazie alle escursioni snorkeling pomeridiane (dalle 15,15 alle 17,15 circa), proposte a prezzi accessibili dal centro diving, siamo andati alla scoperta delle meraviglie marine. Alternandosi, uno rimaneva con i bambini mentre l'altro indossava maschera e pinne, abbiamo ammirato la vivace e variopinta vita della barriera corallina, accompagnati da guide esperte e con piacevoli navigazioni a bordo del dhoni, la tipica imbarcazione maldiviana dal fondo piatto. Delia Thila, Garfield discover Alimathà e la lingua di sabbia sono tre uscite che ci sentiamo di consigliare. Lascerei perdere invece Kuda Olugali mentre imperdibile è l'uscita notturna con tanto di torce nei pressi del pontile dell'isola per una bella nuotata tra carangidi, razze, squali pinna nera e squali nutrice. State tranquilli, nessun pericolo. Solo emozioni impareggiabili e grande suggestione.


Ogni bungalow ha a disposizione due lettini numerati e un asciugamano da spiaggia al giorno per persona. L’ombra è offerta naturalmente dalla vegetazione, palme in primis, fin quasi a riva: un paesaggio da cartolina e una comodità notevole per chi ha dei bambini piccoli. Il sole picchia forte, le temperature in questo periodo sono costantemente sui 30°C e un po' di refrigerio ogni tanto è indispensabile. Nonostante abbondante crema solare 50 nostra figlia, che ha pelle chiara ed estremamente sensibile, è stata interessata da un esteso eritema solare sul busto comparso il primo giorno e durato per tutta la vacanza.
Il 90% dell’isola è coperta da sabbia: dimenticatevi delle scarpe e lasciate fare ciabatte e infradito. Si gira sempre scalzi, anche al ristorante.
Durante tutta la giornata dei simpatici animatori organizzano attività ludiche per i bambini che culminano nella baby dance serale nel teatro all'aperto che fa da sfondo anche agli spettacoli che allietano il dopo cena dei più grandi.
Sull'isola è presente giornalmente, in alcune fasce orarie, un dottore. Anche se ne avremmo fatto volentieri a meno, abbiamo purtroppo usufruito del servizio dato che la febbre che speravamo passeggera è durata in realtà 4 giorni. Non dimenticate di portarvi una bella scorta di medicine, tutto l'occorrente in caso di imprevisto. Non farei troppo affidamento sulla dotazione medicinale presente nell'infermeria.
Nessun problema invece alle orecchie che a causa del plancton, particolarmente abbondante in queste acque tropicali, possono essere soggette a fastidiose otiti. Dopo ogni bagno basta sciacquare il condotto uditivo con acqua dolce e asciugare.


La formula tutto incluso prevede, oltre ai pasti, bevande analcoliche/alcoliche e snack (biscotti, tramezzini e pizza) servite ai bar durante tutto il giorno (fino alle ore 24). I pasti sono serviti ad orari fissi: colazione dalle 8,30 alle 10, il pranzo dalle 13 alle 14,30 e la cena dalle 20,30 alle 22. Non fatevi spaventare da questi orari se anche i vostri bambini, come nel nostro caso, sono abituati ad andare a tavola ben prima. Tutto è perfettamente in sintonia con la vita del villaggio e non avrete difficoltà ad allinearvi ai nuovi ritmi.
Il ristorante è un bellissimo ambiente con vista mare e un eccellente servizio buffet con una varietà di scelta per soddisfare tutte le esigenze. Il cibo unisce ricette internazionali ad altre più tipicamente italiane. Degna di nota la serata maldiviana durante la quale è consigliato indossare un pareo in tipico stile locale (sia uomini che donne) e le tavole sono imbandite con squisite specialità culinarie della cucina maldiviana. Altra serata distintiva è quella con dress code bianco e atmosfera romantica con cena a luci di candela.
Una menzione speciale va al personale maldiviano che lavora ad Alimathà. Tutti molto cordiali e disponibili, sempre pronti a regalarti un sorriso e a fare una carezza ai bambini.
Sull'isola sono accettati sia euro, dollari che carte di credito. Al momento dell'arrivo è richiesto il pagamento della “green tax”, una tassa di 6 dollari al giorno per persona (bambini e neonati inclusi) imposta dal governo maldiviano con lo scopo dichiarato (e speriamo realizzato) di migliorare lo smaltimento dei rifiuti prodotti nei resort e nelle altre isole.



In conclusione, se mi chiedessero se le Maldive possono essere considerate una meta di viaggio con bambini la mia risposta sarebbe sicuramente positiva. E Alimathà l'isola ideale. La nostra è stata un'esperienza piacevole nonostante il lungo viaggio, oggettivamente molto faticoso, e tenuto conto degli imprevisti che non sono mancati. Chissà cosa sarebbe stata questa vacanza se tutto fosse filato liscio. Ma ahimè, dei contrattempi vanno messi in conto a maggior ragione se si viaggia con dei pargoletti ma questo non modifica la convinzione che se tornassimo indietro ripartiremmo senza alcuna esitazione. Un viaggio che porteremo nel cuore per essere stato il primo all'estero con i bimbi e per i ricordi che ci legano a quel paradiso che ci ha riempito gli occhi per sette indimenticabili giorni. E che ora si è trasformato in mal di... Maldive!


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