lunedì 30 novembre 2015

I Villaggi di Babbo Natale in Toscana

Ogni anno sempre più numerosi e articolati, gli eventi dedicati al Natale 2015 hanno luogo in quasi tutte le provincie della Toscana con poche eccezioni e una “capitale” indiscussa: Montecatini. Che a far da sfondo sia di volta in volta un villaggio, un castello, o un bosco magico poco importa; l’indiscusso protagonista è sempre lui, Babbo Natale, che con l’immancabile barba bianca e la slitta trainata da renne attende i più piccoli per un momento di gioia e divertimento.



Magico Parco di Babbo Natale a Campi Bisenzio

Prendendo come punto di partenza Firenze, ai cui eventi natalizi dedico un post a parte, il più vicino si trova a pochi chilometri di distanza nel comune di Campi Bisenzio. Inaugurato domenica 15 novembre presso la Rocca Strozzi, il “Magico Parco di Babbo Natale” evoca le emozioni delle atmosfere natalizie all'interno di un pregevole contesto medievale addobbato ad hoc per l’occasione. Accanto al padrone di casa Babbo Natale, un presepe incantato fa rivivere l’antica tradizione. 

Il Magico Parco è solo l’apice di un fitto programma di iniziative che si rivolge a grandi e piccini e coinvolge tutto il centro cittadino fino al 24 dicembre. Si va dalla pista di pattinaggio sul ghiaccio, alle giostre, dai laboratori didattici ai mercatini natalizi della domenica con circa cinquanta banchi che espongono prodotti della tradizione artigianale e gastronomica toscana. Insomma un Natale in grande stile quello che verrà festeggiato a Campi sotto una estesa luminaria e grazie alla perfetta sinergia tra investimenti pubblici e privati.


Dove: Campi Bisenzio

QuandoIl Magico Parco di Babbo Natale sarà aperto tutte le domeniche, dal 15 novembre fino al 20 dicembre, dalle ore 15 alle 19 con apertura straordinaria martedì 8 dicembre.
I mercatini natalizi avranno luogo in Via Santo Stefano il 22 novembre, il 13 e 20 dicembre.
Le giostre per i più piccoli sono in funzione tutti i giorni in piazza Gramsci.
La pista sul ghiaccio si trova in piazza Fra' Ristoro ed è aperta tutti i giorni In piazza Matteotti.

Spostandosi in provincia di Siena troviamo il Villaggio di Babbo Natale a Montepulciano e, poco più a sud, il Paese di Babbo Natale a Chianciano Terme.


Paese Babbo Natale a Chianciano Terme
Attraverso il cancello magico si entra nella dimora di Babbo Natale dove si realizzano i sogni dei bambini. Tra il mondo fatato degli elfi, la macchina che fabbrica i giocattoli e le renne del Polo Nord ci si immerge nell'atmosfera glaciale della Lapponia fino ad incontrare il Grande Elfo Gendarme che custodisce il prezioso diario con i nomi dei bambini più buoni. E per chi volesse imbucare la propria letterina c’è a disposizione l’ufficio postale di Babbo Natale.
Nel giardino del Paese di Babbo Natale piccoli chalet espongono prodotti artigianali, decorazioni natalizie e le immancabili delizie gastronomiche mentre le luci e gli addobbi ricreano l’incanto tipico della tradizione natalizia.
Completano questo mondo incantato lo stand dove i bambini possono essere truccati secondo le loro richieste, i laboratori di creatività dove sfogare la propria fantasia, il trenino delle renne e  una giostra dei cavalli dal sapore antico. 
Passeggiando per le strade di Chianciano o salendo a bordo del Polar Express, il trenino che collega tutte e varie attrazioni, ci si può imbattere in altre occasioni di svago quali la pista su ghiaccio, quella di Go Kart elettrici e l’avventuro mondo dei dinosauri, allestito nel Parco Fucoli dove tra la vegetazione si nascondo incredibili dinosauri di dimensioni reali.

Dove: Il Paese di Babbo Natale è ospitato presso il Grand Hotel in Piazza Italia 8 - Chianciano Terme (Si).
Quando: dal 6 Novembre al 27 Dicembre 2015. Orari: Venerdì dalle 15,00 alle 20,00 - Sabato e Domenica dalle 10,00 alle 20,00. Aperture straordinarie Lunedì 7 - Martedì 8 e Giovedì 24 Dicembre dalle 10,00 alle 20,00.
Costo: il costo del biglietto per il Paese di Babbo Natale è di 8 euro, i bambini fino a 2 anni e i disabili entrano gratuitamente. Il biglietto dà diritto ad accedere a tutte le aree del Paese di Babbo Natale, assistere a tutti gli spettacoli ed usufruire di tutti i laboratori.


Castello di Babbo Natale e il Villaggio di Natale a Montepulciano
Per il secondo anno consecutivo ritorna Il Villaggio di Natale di Montepulciano, un'esperienza unica per grandi e piccini per vivere la gioia del Natale immergendosi nel favoloso contesto della Fortezza Medicea. Un’ambientazione da favola con i 1000 mq del Castello sfavillanti di luci e decorazioni dove tra attività, spettacoli e mille giochi si può incontrare Babbo Natale.
E dopo una visita alla mostra "La Fabbrica del Giocattolo", dove si ammirano i tanti giocattoli antichi fabbricati dalle mani sapienti dagli Elfi, ci si può sfidare in adrenaliniche gare nella pista elettrica gigante per macchinine della lunghezza di ben 20 metri. Al mini ranch dei pony si entra in contatto con questi simpatici animali per una simpatica passeggiata all'interno del giardino della Fortezza.
Sessanta casette di legno animano le vie intorno al castello e offrono l’occasione per acquistare regali e oggetti ricordo mentre per chi desidera fare un po’ di movimento c’è la pista di pattinaggio, aperta sia per i più esperti che per i principianti.

Dove: Il Villaggio di Natale si sviluppa nella parte alta di Montepulciano (SI). All'interno della fortezza Medicea è presente il Castello di Babbo Natale, la pista di pattinaggio e la fattoria dei pony. I mercatini di Natale si trovano in piazza Grande, piazzetta Danesi e in Via San Donato.
Quando: Aperto dal 4 all'8 Dicembre, dall'11 al 13 Dicembre e dal 18 Dicembre al 6 Gennaio 2016 dalle ore 10.30 alle 19. 
Costo: Castello di Babbo Natale €7 (gratis per bambini minori di 3 anni); Pista di Pattinaggio €5 per 30 minuti - €7 per 1 ora; Mostra “la Fabbrica del Giocattolo” €2 (biglietto da pagare se non si visita il Castello di Babbo Natale); Giro sui Pony €3; Mercatino di Natale accesso libero.


Sulla costa la tappa è nella città della torre pendente dove per pochi giorni ad inizio Dicembre è allestita la Fabbrica di Babbo Natale.

La Fabbrica di Babbo Natale a Pisa
Un mondo ricco di sorprese per trascorrere in armonia e tranquillità i giorni dell’Immacolata. I protagonisti sono come sempre i bambini che all'interno della meravigliosa casa di Babbo Natale potranno divertirsi a costruire con le proprie mani i giocattoli con l’aiuto dei folletti, con particolare attenzione ai materiali di riciclo e ad una didattica di impronta ecologica.
Inoltre spettacoli di magie, bolle di sapone giganti e coinvolgenti storie narrate nel teatro delle marionette. Una gigantesca palla di neve di quattro metri farà da sfondo alle foto ricordo e, per chi lo vorrà, potrà scrivere ed imbucare la letterina nell'ufficio postale di Babbo Natale o consegnarla direttamente a lui. Così avrà la certezza che la letterina arriverà sicuramente al destinatario!
Per lo svago dei più grandi un meraviglioso mercatino natalizio con prodotti artigianali e gastronomici provenienti da tutta Italia, mentre i palati più esigenti troveranno sfogo nel ristornate di Babbo Natale tra prelibatezze e odori inebrianti.

Dove: Palazzo dei congressi - Via Giacomo Matteotti 1, Pisa
Quando: dal 4 all' 8  Dicembre 2015 con orario 10.00-20.00
Costo: adulti 7€, bambini sopra i 3 anni e accompagnatori portatori di handicap 6€, gratuito per i bambini sotto i 3 anni e portatori di Handicap

Ma come già accennato in precedenza è Montecatini Terme la vera “città del Natale” per vivere al meglio la magia di questo periodo con una vasta scelta di attrazioni ed eventi dedicati.

Casa Babbo Natale
Splendida ricostruzione della dimora di Babbo Natale all’interno dello storico stabilimento termali Tamerici. Immancabile l’ufficio postale gestito dagli Elfi che faranno recapitare tutte le letterine pervenute a Babbo Natale e aprono le porte del loro villaggio agli ospiti desiderosi di conoscere la vita quotidiana di queste piccole creature. Spazio alla creatività e fantasia dei bambini nei laboratori per creare con la pasta di sale, trucca-bimbi, uno spazio racconta fiabe, una fabbrica per costruire giocattoli in legno e un’area didattica dove esercitarsi nella produzione di cioccolatini. E poi ancora un vero e proprio Paese dei Balocchi in veste natalizia (aperto il Sabato e la Domenica) con tanti spettacoli, giochi e divertimento.

Dove: Viale delle Palme 63, Montecatini Terme
Quando: fino al 6 Gennaio 2016 dal venerdì alla domenica dalle 10.00 alle ore 21.00 (ultimo ingresso alle ore 19.00). Dal 18/12 al 06/01 aperto tutti i giorni.
Costo: adulti: €10, bambini (1-11 anni) e disabili €9; gratuito accompagnatore persone disabili; villaggio degli elfi €5 a persona; racconta fiabe €4 a persona, laboratorio di cioccolato € 12 a persona, cioccoassaggio €5. I biglietti possono essere acquistati solo tramite la prenotazione dei pacchetti o il giorno stesso della visita alle biglietterie, qualora ne rimangano disponibili. In alcune date è possibile acquistare i soli biglietti in prevendita (consultare sito internet www.lacasadibabbonatale.it).


La magia di Babbo Natale
Nei locali del Kursaal, uno dei simboli della città di Montecatini Teme ed ex tempio della mondanità, è stato creato un percorso emozionale ricco di effetti speciali. Un elfo guiderà infatti grandi e piccini in un teatro 4D dove verrà spiegato il modo in cui Babbo Natale riesce a esaudire i desideri di tutti i bambini in una sola notte. Tutto questo con la partecipazione del diretto interessato ovviamente.

Dove: Corso Roma 49 – Montecatini Terme
Quando: fino al 20 Dicembre aperto il venerdì con orario 15.30-20, il sabato e la domenica dalle 10 alle 20. Dal 21 Dicembre al 6 Gennaio 2016 aperto tutti i giorni dalle 15.30 alle 20 ad eccezione del 24 e 31 Dicembre con orario 10 – 19 e il 25 Dicembre con orario 15.30 – 20.
Costo: adulti e bambini con età superiore ai 2 anni €10, bambini fino ai due anni gratuito. Biglietto cumulativo con Bosco degli Elfi €15.

Bosco degli Elfi
Tutti i bambini si trasformeranno in piccoli elfi prima di entrare in questo mondo fantastico dove scoprire la storia del Natale e la vita dei suoi abitanti. E tra laboratori, giochi e gadgets di vario tipo avverrà l’incontro con l’elfo cantastorie e con i suoi affascinanti racconti di leggendarie tradizioni.
Il Bosco degli Elfi si trova all'interno del Minigolf Montecatini.

Dove: Viale Bustichini 59 – Montecatini Terme
Quando: stessi giorni e orari della Magia di Babbo Natale
Costo: adulti e bambini con età superiore ai 2 anni €9, bambini fino ai due anni gratuito. Biglietto cumulativo con Bosco degli Elfi €15.


Covo della Befana

Tra tanti spazi dedicati a Babbo Natale ce n’è uno che invece è il regno della vecchina più amata dai bambini: la casa della Befana. Una dimora semplice ma magica dove conoscere la storia e la vita della Befana, esplorando la cucina dove prepara i dolcetti per i più buoni e il carbone per i birbantelli, la camera da letto e il salotto con la macchina da cucire con cui crea le famose calze. 

Sarà la Befana in persona ad accogliere gli ospiti del covo con doni e gadget con la promessa a fare i bravi durante tutto l’anno. Le simpatiche aiutanti della Befana animeranno l’ambiente con laboratori secondo un programma che varia giornalmente. 



Dove: Via Cividale 86E - Montecatini terme (PT)

Quando: Fino al 10.01.2016 dal mercoledì alla Domenica con orario continuato 10.00 - 20.00.
Apertura straordinarie sempre con orario continuato: Lunedì 7.12, Martedì 29.12, Lunedì 4.01.2016 e Martedì 5.01.2016
Il giorno 25.12 e il 1.01 apertura ore 16.00.
Il giorno 31.12.2015 chiusura anticipata alle ore 13.00. Il giorno 24.12.2015 chiusura anticipata alle ore 13.00.
Costo: adulti €8, disabili e bambini 0-2 anni gratis, bambini 2-10 anni €7



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sabato 21 novembre 2015

Il Natale a Firenze tra eventi e tradizione

Con l'avvicinarsi del Santo Natale anche Firenze, come tante altre città in Italia e in Europa, si veste a festa per celebrare l'Avvento ed accogliere al meglio tutti coloro che decidono di trascorrere nel capoluogo toscano un po' di tempo nell'ultimo mese dell'anno. La città si accende grazie alle luminarie per le strade e agli addobbi nelle vetrine, in Piazza Duomo campeggiano il maestoso abete la cui accensione avviene il giorno dell'Immacolata alla presenza del sindaco e il presepe in terracotta a grandezza naturale, opera della storica fornace imprunetana Mariani, le cui figure sono sostituite da personaggi viventi nel giorno dell'Epifania durante la tradizionale rievocazione della Cavalcata dei Magi. Ma quello del Duomo non è l'unico albero di Natale presente in città, quasi ogni quartiere ha il suo così come numerosi sono i presepi ospitati in chiese e basiliche. Insomma le feste natalizie offrono l'occasione per ammirare le incomparabili bellezze artistiche di Firenze quasi sicuramente senza il tocco magico della neve ma comunque avvolte in un'atmosfera magica e gioiosa. E, perché no, partecipare ad uno dei seguenti eventi che animano il periodo.





Heidelberger Weihnachtsmarkt - Mercatino tedesco di Natale
Per il quindicesimo anno Firenze rende omaggio alla tradizione natalizia della città gemellata di Heidelberger, ricreandone le magiche atmosfere con il mercatino accolto nello splendido scenario di Piazza Santa Croce. Una cinquantina di casette di legno espongono addobbi natalizi, decorazioni per il presepe, creazioni artigianali e prodotti gastronomici della tradizione fiorentina ed europea. Tra luci e ornamenti è forte il richiamo del panpepato, dello strudel, del brezel e dei vini speziati. Appuntamento molto atteso e affollato, soprattutto nel fine settimana, è uno degli eventi clou del Natale fiorentino.

Dove: Piazza Santa Croce, Firenze
Quando: tutti giorni dal 2 al 20 dicembre 2015 con orario 10.00 - 22.00
Costo: ingresso gratuito



Il Villaggio di Babbo Natale in piazza Annigoni
In Piazza Annigoni si ripete la fortunata esperienza dello scorso anno con l’allestimento del Villaggio di Babbo Natale a cura del Comitato “Firenze è…Natale!” con il patrocinio del Comune di Firenze.
Pattinaggio sul ghiaccio, spettacoli per grandi e piccoli, punti ristoro, giostre e animazione, mercatino equo solidale e tanta musica. Immancabile Babbo Natale che attende i bambini nella sua casetta per scattarsi una foto ricordo e ricevere le loro letterine.

Dove: Largo Pietro Annigoni, Firenze
Quando: dall’8 Dicembre 2015 al 6 Gennaio 2016 con orario 10.00 – 22.00.
Costo: ingresso gratuito



Firenze Winter Park
Al Firenze winter park si può “pattinare, scivolare e sciare in riva all'Arno”. Situato nel giardino dell’Obihall, è un polo di attrattive per gli amanti degli sport e delle attività invernali.
Gli appassionati di pattinaggio hanno a disposizione la più grande pista sul ghiaccio coperta della Toscana, la cosiddetta pista Master, 18x38 metri di superficie protetti da una tensostruttura che li rende utilizzabili anche in caso di maltempo. Ai più piccoli e ai principianti è riservata la pista River, dove è obbligatorio l’uso di guanti e del casco per i minori d 14 anni. Questa pista è a disposizione di privati e aziende per l’organizzazione di feste e eventi.
Grazie alla collaborazione con l’Associazione Sportiva Dilettantistica Giglio Bianco, affiliata alla Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, sono organizzati al Winter Park corsi di pattinaggio per appassionati di ogni età e livello, dall'avviamento fino all'agonismo.
Novità di quest’anno è il broomball, uno sport di squadra simile all'hockey praticabile sui 200 metri quadri della pista River con una stecca e speciali scarpe antiscivolo. Attraverso delle dimostrazioni si cerca di diffondere la conoscenza di questo sport di nicchia in cui è possibile cimentarsi su prenotazione.
I settanta metri della pista silver sono dedicati allo sci dal lunedì al giovedì con corsi di avviamento allo sci (7 o 14 lezioni) per i piccoli sciatori tenuti da un allenatore federale. E’ possibile anche noleggiare in loco sci e/o scarponi. Dal venerdì alla domenica (e prefestivi) la pista è teatro dello snow tubing, la discesa in gommoni per un divertimento adatto a tutte l’età.
Un bar offre accoglienza e ristoro tra un’attività e l’altra, con vin brulé, torte e cioccolata calda. Per chi desidera un pasto più sostanzioso c’è invece il ristorante “Il rifugio del ghiottone”. Non mancano inoltre stand espositivi, manifestazioni ed eventi collaterali per soddisfare le esigenze di un ampio pubblico.

Dove: Lungarno Aldo Moro, Firenze
Quando: aperto tutti i giorni, fino al 6 Marzo 2016, dal lunedì al giovedì con orario 15.00-24.00, venerdì 15.00-01.00, sabato e prefestivi 10.00-01.00, domenica e festivi 10.00-24.00. Nel periodo compreso tra il 18 dicembre e il 6 gennaio la struttura aprirà alle 10.00 e chiuderà alle 24 (alle 01.00 il venerdì, sabato e prefestivi). Per gli orari di apertura delle singole piste e delle attività visitare il sito www.firenzewinterpark.it.
Costo: ingresso gratuito, attività a pagamento con possibilità di abbonamenti. Per i singoli costi visitare il sito www.firenzewinterpark.it

Fierucola e Fierucolina
L’Associazione La Fierucola organizza con cadenza mensile un mercato “del mondo rurale e della manualità artigiana” in cui sono in vendita prodotti dell’agricoltura biologica, dell’artigianato manuale e della vita vernacolare. Tutto ciò che è esposto sui banchi di vendita ha la peculiarità di essere realizzato con metodi naturali, quale frutto di attività individuali/familiari o di cooperative su piccola scala che vendono direttamente al consumatore, senza intermediari, con uno spirito di collaborazione e non-concorrenzialità. I prodotti ammessi alla fierucola devono distinguersi per semplicità, originalità e richiamo alle tradizioni. Tra i partecipanti si annoverano apicoltori, ceramisti, cestai e seggiolai, erboristi, saponai, tessitori e calzolai, orafi, legnaioli e contadini. Una nutrita rappresentanza di quelle antiche arti e mestieri che fin dal Medioevo resero Firenze una delle città più ricche e potenti.

Due gli appuntamenti in programma a Dicembre:
  • Fierucola dell’Immacolata in Piazza SS. Annunziata l’8 Dicembre 2015 dalle ore 9.00 alle ore 20.00
  • Fierucolina di Natale in Piazza S. Spirito il 20 Dicembre 2015 dalle ore 9.00 alle ore 19.00


Non mancano le iniziative di solidarietà tra cui si segnalano due importanti eventi.

Mostra Mercato di Natale della Croce Rossa
Dal 4 al 6 dicembre 2015 al teatro Obihall torna l’appuntamento con la solidarietà grazie al mercato organizzato dalla sezione di Firenze della Croce Rossa Italiana. Una vasta scelta di oggetti, accessori e indumenti tra cui scegliere per regalarsi o regalare un prestigioso dono (presenti anche prodotti di prestigiose case di moda) e contribuire al sostegno delle persone bisognose dell’area fiorentina. Tutti i ricavi delle vendite del mercato sono infatti destinati alle attività di assistenza sociale in cui è costantemente impegnata la Croce Rossa nell'ambito locale.

Dove: Obihall - Via Fabrizio De André, Firenze
Quando: venerdì 4 dicembre dalle 15.30 alle 22.00, sabato 5 dicembre dalle 10.30 alle 18.30, domenica 6 dicembre dalle 10.30 alle 18.30
Costo: ingresso 5€, gratuito sotto il 14 anni.

Mercato Nataleperfile
Anche questo mercato, giunto alla tredicesima edizione, ha come scopo quello di raccogliere fondi da devolvere al finanziamento dei servizi di assistenza gratuiti che l’associazione FILE (Fondazione Italiana di Leniterapia Onlus) offre alle persone affette da malattie croniche in fase terminale e alle loro famiglie.
Artigiani del territorio e grandi aziende internazionali fianco a fianco nella vendita delle loro creazioni il cui ricavato sarà devoluto in parte a FILE. Per festeggiare il Natale si può scegliere un regalo solidale, i panettoni e i pandori prodotti appositamente per l’associazione e confezionati a mano dai volontari, oppure partecipare alla lotteria che mette in palio prestigiosi premi.

Dove: Palazzo Corsini – Lungarno Corsini 8, Firenze
Quando: Venerdì 18 e Sabato 19 Dicembre 2015 dalle ore 10.00 alle ore 20.00, Domenica 20 Dicembre 2015 dalle ore 10.00 alle ore 19.00.
Costo: ingresso libero.

Per altre manifestazioni legate alle festività e ai parchi tematici sul Natale presenti nel resto della Toscana si rimanda al post dedicato.

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martedì 17 novembre 2015

Sapori d’autunno. Langhe e Roero

Inizio autunno, qualche giorno di ferie in vista e la voglia di scoprire un angolo della nostra splendida penisola. Con tali ingredienti a disposizione prepariamo i bagagli, facciamo il pieno alla macchina e con i nostri due pargoletti imbocchiamo l’A11 in direzione Piemonte. E’ questa la stagione migliore per scoprire i paesaggi delle Langhe che, seppur godibili in tutto l’arco dell’anno, regalano adesso le emozioni più intense. I piccoli borghi si vestono a festa per celebrare i tesori gastronomici di questa terra (come il tartufo), i dolci colli e le valli si accedono di un caldo cromatismo che sfuma nei colori del giallo, arancio e marrone, mentre il mare ondulato di vigneti abbonda di quei rossi grappoli di uva che hanno reso la Langa la terra dei grandi vini conosciuta in tutto il mondo.


A causa di una lunga coda arriviamo ad Alba, la prima tappa del nostro giro, in ritardo rispetto alla tabella di marcia. È ora di pranzo e senza pensarci troppo raggiungiamo il ristornate “Cortiletto d’Alba”, memori delle buone recensione lette sul web. Un piccolo locale ricavato in una cantina con volta a botte in mattoni dall'atmosfera intima, dove assaporare la tipica cucina piemontese con un menù degustazione assortito e con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Battuta di fassone, vitello tonnato, tajarin al ragù, plin ai 3 arrosti con burro e salvia, brasato di manzo al barolo, arrosto di lonza con nocciole tostate, bunet della nonna e torta di nocciole delle Langhe con crema al moscato. Pietanze nel pieno rispetto della tradizione culinaria locale e con un’attenzione particolare agli abbinamenti di sapori e alla qualità dei prodotti impiegati, selezionati in prima persona dalla proprietaria che con la sua gentilezza e attenzione sa offrire un valido servizio al cliente.
Usciti dal ristorante ci tuffiamo nel centro di Alba, comunemente riconosciuta come “la capitale delle Langhe”, le cui radici affondano in età romana nel municipium di Alba Pompeia e nella prosperità del borgo di epoca medioevale. Tracce di questo glorioso passato si conservano in superficie, con le numerose torri medievali disseminate nel centro urbano, e nel sottosuolo con altrettanti siti che conservano resti di epoca romana. Grazie al progetto “Alba sotterranea” sono organizzate periodicamente visite guidate con la partecipazione di un archeologo per promuovere e valorizzare le antiche vestigia della città.
Da Piazza Michele Ferrero, luogo di partenza della visita, imbocchiamo via Vittorio Emanuele che attraversa tutto il cuore della città fino al Duomo. Un’occhiata ai negozi, qualche acquisto di prelibatezze albesi e una visita alla settecentesca chiesa di S. Maria Maddalena (di pregevole fattura il coro ligneo con 48 scranni intarsiati) e ci troviamo in Piazza Duomo, circondati dal Municipio e da eleganti palazzi porticati. Qui, sui resti dell’originaria basilica paleocristiana del VI secolo di cui si conserva lo splendido fonte battesimale visibile ancora in fondo alla navata, sorge la Cattedrale di San Lorenzo. Sulla facciata gotica si innestano il campanile e i portali in arenaria in stile romanico, retaggio dell’impianto originario della chiesa a cui furono apportate nel corso dei secoli profonde trasformazioni che portarono alla combinazione di stili architettonici differenti.


Usciti da Alba imbocchiamo la strada che, tra dolci declivi e filari di Nebbiolo, conduce verso est. Questa è la patria del Barbaresco, il vino DOCG prodotto dalla vinificazione di uve nebbiolo 100% coltivate nei 700 ettari compresi tra i comuni di Barbaresco, Neive, Treiso e nella frazione albese di San Rocco. Visibile da lontano per la torre medievale che svetta nel cielo con i suoi 36 metri di altezza, Barbaresco è un condensato di case e cantine disseminato su un’altura sovrastante il fiume Tanaro. La torre, dalla struttura massiccia in laterizio, risale alla fine dell’XI secolo e faceva parte di un complesso sistema di fortificazioni con funzioni di avvistamento. Accanto alla torre, il castello settecentesco e la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista creano una sorta di cintura monumentale nella parte settentrionale del paese. Sono giorni di vendemmia, una processione di carri carichi di uve si allinea lungo via Torino tra le Cantine Casa Boffa, Gaja e Produttori del Barbaresco. L’odore di mosto pervade le strade, le frenetiche attività dei produttori vinicoli non scuotono l’aria ovattata che si respira in paese. Presso la Chiesa sconsacrata di San Donato merita una sosta l’Enoteca Regionale del Barbaresco, inaugurata nel 1986 e divenuta punto di riferimento per la valorizzazione e conoscenza dei prodotti di quella che è l’attività economica principale della zona. Faccio un giro veloce, rapito dalle circa centoventi etichette che trovano spazio nell'enoteca ed offrono una panoramica quasi totale della produzione di Barbaresco. Un peccato capitale non potersi fermare per assaporare questo nettare rosso, ma mia figlia è impaziente di conoscere nuovi posti e ci spostiamo verso Neive



Inserito tra i “Borghi più Belli d’Italia” e tutelato dall’Unesco, conserva l’impianto medievale accoccolato sulla collina e racchiuso da due porte di ingresso. Dalla porta S. Sebastiano un ripido vicolo selciato ci porta in Piazza Italia, sede dell’attuale Municipio in laterizi rossi e del vecchio palazzo del Municipio dalla facciata candida. Intorno eleganti palazzi in cotto, antiche dimori nobiliari sorte in epoche diverse. Via Rocca, via Borgese e via Giachino formano anelli concentrici attorno alla parte alta dell’abitato. Qui domina la duecentesca Torre dell’orologio e la vista spazia sui vigneti circostanti da cui hanno origine quattro eccellenze enologiche: Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba, Moscato d’Asti e il già citato Barbaresco.


E’ tardo pomeriggio ormai, il cielo sta tingendo di un rosa pallido, attorno a noi il silenzio regna sovrano e non c’è anima via. Un’atmosfera quasi surreale ci accompagna nel periplo di questo piccolo borgo, interrotta solo da qualche avventore seduto ai tavolini di una enoteca.
Torniamo in direzione Alba, per raggiungere La Morra dove, per due notti, saremo ospiti dell’Agriturismo Albachiara, gestito dalla signora Graziella e dal marito che ci accolgono con l’ospitalità tipica di questa zona. Ci hanno riservato una camera spaziosa, con quatto letti, un arredamento minimale e una terrazza che affaccia su un panorama mozzafiato sospeso sulle colline della Langa. Unici ospiti presenti nella struttura, testiamo le abilità di cuoca della proprietaria con una cena completa a base di piatti tipici della cucina locale. Davanti ad un calice di Nebbiolo e uno di Barolo, egregi prodotti frutto delle vigne dell’agriturismo, ci perdiamo in chiacchiere con i padroni di casa, infinitamente cordiali e disponibili ad assecondare le esigenze dei nostri piccoli.


Prima tappa del secondo giorno in terra piemontese è Pollenzo, antica colonia romana fondata nel II secolo a.C. Tutto ruota intorno a Piazza Vittorio Emanuele II, un tempo dedicata a Carlo Alberto che trasformò profondamente l’assetto urbano della città. Al Principe di Piemonte si devono i due maggiori monumenti, dalle forme neogotiche, che si fronteggiano ai lati della piazza: la Chiesa di San Vittore Martire edificata nel 1832 e l’Agenzia, imponente edificio quadrangolare adibito da Carlo Alberto a centro di ricerca e sperimentazione in campo agricolo e vitivinicolo e oggi sede dell’Università di Scienze Gastronomiche e della Banca del Vino.



Un paio di km verso nord-ovest e siamo a Bra, la patria del movimento Slow Food famosa per due apprezzati prodotti gastronomici che portano il nome della città: la salsiccia e il formaggio Dop. Sotto un cielo plumbeo, facciamo una passeggiata veloce tra caffè, negozi storici e palazzi in stile Barocco piemontese. Ci addentriamo nel Roero, salendo sulla cima della collina su cui si erge il castello di Monticello d’Alba. Da qui lo sguardo spazia sull'incantevole natura della valle sottostante.
Sosta per pranzo alla Trattoria Salinera, ai piedi del castello di Grinzane Cavour, affollata da avventori nonostante il giorno feriale. Menù fisso ed economico con tajarin al ragù e salsiccia al Barolo, annaffiati da un calice di Nebbiolo, un vino piacevole e di pronta beva.
Una breve salita separa il ristorante da quel castello che è uno dei simboli delle Langhe, perfettamente conservato e inserito tra i beni protetti dall’Unesco. Visibile da lontano, con l’imponente mole quadrangolare adagiata su un colle immerso tra vigneti, si genera un gradevole contrasto tra il rosso dei mattoni a vista della sua struttura e il verde brillante della natura che lo circonda. Il maniero, sviluppatosi attorno alla torre centrale dell’XI secolo e poi ampliato e rimaneggiato più volte nel tempo, conserva una armonia architettonica che combina le austere volumetrie ai sobri ed eleganti innesti delle finestre ad arco e delle torri angolari pensili. La fama di questo castello è indissolubilmente legata con quella del suo più illustre abitante, Camillo Benso Conte di Cavour, che per circa 17 anni ricoprì l’incarico di sindaco di Grinzane (che nel 1916 aggiunse la denominazione Cavour in suo onore). Gli interni conservano alcuni cimeli appartenuti al Conte che destinò il castello a centro di produzione dei pregiati vini di Langa.



Il castello ospita anche un ristorante e il Museo etnografico sulla civiltà contadina con esposizione di attrezzi agricoli, suppellettili e la ricostruzione di ambienti del 1600-1800. Al piano terra trova spazio l’Enoteca regionale piemontese, prestigiosa vetrina dei vini e distillati del territorio.
Impossibile non abbandonarsi ai sentori fruttati e speziati sprigionati da un calice di Barbaresco Ovello della Cascina Morassino e, a seguire, agli aromi del Barolo chinato nella versione originale della Cantina Cappellano e in quella più dolce dell’Azienda agricola Sordo.
Proseguiamo nel nostro viaggio nelle colline di Langa che conducono, tra saliscendi, in direzione La Morra. Dietro ad ogni curva si nasconde una scoperta, dietro ad ogni collina si celano incanti in un paesaggio dai seducenti colori.



Nella quiete di queste strade passiamo per Roddi e Verduno, una manciata di case aggrappate intorno al proprio castello. La singolarità di questi borghi è legata ai due prodotti simbolo delle Langhe: il tartufo e il vino. A Roddi ha sede infatti una istituzione unica nel mondo, l'università dei cani da tartufo, dove tali animali vengono addestrati a fiutare la presenza sotto terra del prezioso tubero. Il nome di Verduno invece va di pari passo con quello del vitigno Palaverga, la cui coltivazione ha radici antiche (le prime attestazioni scritte risalgono alla fine del 1400). La produzione di Palaverga raggiunse il suo apice con il re Carlo Alberto e la sua corte, grandi estimatori delle note speziate e fruttate di questo vino. A questa fase di apprezzamento seguì un lungo periodo di oblio con coltivazioni sporadiche durate fino agli anni 70 del secolo scorso, quando alcuni produttori locali iniziarono a vinificare in purezza questo particolare vitigno dando vita ad una delle DOC più piccole d’Italia.
A La Morra, raggiunta Piazza Castello, si gode di uno splendido belvedere sulle colline langarole e sulle Alpi mentre alle spalle svetta la torre civica del 1710. Pochi passi e, oltrepassata Piazza del Municipio, si imbocca Via San Martino per una sosta golosa al Bar Nuova Italia a base di torta alle nocciole e bunet, il budino di antichissima tradizione a base di cacao e amaretti.



Con una piccola deviazione dalla strada che porta all'agriturismo raggiungiamo, in località Brunate, la piccola cappella della Madonna delle Grazie, conosciuta anche come Cappella del Barolo (in onore del celebre vino che nasce dal vigneto circostante) o Cappella di Lewitt e Tremlett, i due artisti che nel 1999 le donarono l’aspetto attuale decorandola con un’accesa policromia.
Una fitta pioggerellina ci accoglie al risveglio nel nostro terzo giorno in Langa. Dopo un’abbondante colazione e un gradito dono (delle nocciole e una bottiglia di Nebbiolo) ci congediamo dalla Signora Graziella, ancora grati per la calorosa accoglienza ricevuta.


Percorsi pochi chilometri sosta obbligata a Barolo, uno dei centri più conosciuti della zona il cui nome è indissolubilmente legato al vino omonimo, “il re dei vini, il vino dei re”. Nato grazie all'iniziativa della marchesa Giulia Colbert Falletti nelle cantine di quel castello che sorge al centro del paese, un tempo fortificazione contro gli attacchi degli Ungari e Sarceni e poi residenza della casata Falletti per più di cinquecento anni. Oggi nelle sale del castello è allestito il museo del vino (WiMu), che con un approccio innovativo ripercorre la storia e le tradizioni del vino.
Il tempo non è benevolo, la pioggia è incessante e una fitta nebbia impedisce di ammirare il così tanto decantato scenario di questi luoghi. E’ così che ci appaiono all'improvviso, emergenti da una avvolgente coltre bianca, il castello di Novello prima e il borgo di Monforte d’Alba poi.
Castiglione Falletto, come rivela il nome, fu per lungo tempo dominio della casata albese dei Falletti che presero possesso dell’antico castello risalente all'anno mille (visitabile per solo pochi giorni all'anno), dotato di quattro imponenti torrioni che fungevano da strategiche basi di avvistamento sulle Langhe e il Monferrato. Ai piedi del castello facciamo visita alla Cantina Comunale, ambiente semplice e tanta ospitalità per chi si ferma per un assaggio, un acquisto o solo per una visita. Accompagnati dagli intriganti racconti sui produttori locali e sulle eccellenze vinicole del territorio, ci facciamo guidare nella degustazione di alcuni nobili rossi e di un fresco e fruttato Arneis.


Proseguiamo in direzione Gallo d’Alba per poi imboccare, sulla destra, la strada per Serralunga d’Alba che prima di arrivare al borgo regala una magnifica vista sulle tenute e sulla cantine di Fontanafredda.
Dopo un veloce quanto gustoso pranzo al ristorante Cascina Schiavenza, attendiamo il nostro turno per la visita guidata della roccaforte di Serralunga, che si staglia con la sua mole sopra il piccolo abitato arroccato intorno. Costruito tra il 1340 e il 1357 dai Falletti, ha conservato nei secoli la sua struttura originale di fortezza medievale ed è per questo considerato uno degli esempi più significativi di castello nobiliare trecentesco. Un largo fossato, il ponte levatoio, le finestre presenti solo sulla sommità della facciata, gli stretti accessi non allineati per ostacolare l’ingresso di eventuali assalitori armati: tutti elementi dal forte connotato difensivo che non riuscirono però ad evitare il saccheggio operato nel 1600 dagli Spagnoli che ne depredarono gli arredi. Per questo oggi gli interni si presentano spogli e austeri, ad eccezione del “Salone dei Valvassori” impreziosito dal soffitto a cassettoni e dagli affreschi della metà del XV secolo con il martirio di Santa Caterina d’Alessandria. La vivace narrazione della guida delle vicende storiche del maniero ci accompagna nell'appassionante itinerario attraverso i misteri e le arguzie architettoniche di questo castello che, in questo periodo, è uno dei palcoscenici della Biennale Italia-Cina, mostra d’arte contemporanea di artisti italiani e cinesi dal titolo “Elisir di lunga vita – L’arte che ti allunga e migliora la vita”.
Dogliani, la città natale di Luigi Einaudi, è l’epilogo di questa nostra breve vacanza. Ci congediamo a malincuore da questa terra che profuma di vino e sa di storia, che conquista per i suoi tesori enogastronomici e affascina per le ricchezze artistiche che custodisce. Una terra che a pieno diritto è divenuta il 50° sito italiano inserito nel Patrimonio mondiale dell’Umanità ed è preziosamente tutelata dall'UNESCO.

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mercoledì 11 novembre 2015

Le Belle Arti della Cina in mostra a Firenze

“Le Belle Arti della Cina a Firenze” è una selezione di sessantacinque opere tra le oltre cinquecento che hanno ricevuto un premio o un riconoscimento in occasione della “China National Exhibition of Fine Arts”, una mostra che si tiene con cadenza quinquennale fin dal 1949 e oggi giunta alla XII edizione. Essa rappresenta l’esposizione di arte cinese più importante in termini di partecipazione di artisti, impatto mediatico e partecipazione di pubblico. Alla edizione del 2014, a cui appartengono le opere in mostra, hanno preso parte circa 24000 lavori.


Organizzata dalla China artist Association (Caa) e finanziata dalla China National Arts Fund, dal Ministero della Cultura cinese e dalla Federazione cinese dei circoli artisti e letterari, la “China National Exhibition of Fine Arts” promuove il talento cinese nel campo delle arti contemporanee mettendone il luce il dinamismo evolutivo, la molteplicità di linguaggi con cui si manifesta e la capacità sperimentale che la contraddistingue.
Per la prima volta le opere della China National Exhibition of Fine Arts sono state coinvolte in un tour mondiale che dopo la rassegna inaugurale tenutasi a Pechino ha toccato, in sequenza, la Nuova Zelanda, Stati Uniti, Giappone e Italia. Quella di Firenze, inaugurata il 30 ottobre alla presenza dell’ambasciatore cinese in Italia Li Ruiyu, è l’unica tappa in Europa e l’ultima prima del rientro all'interno dei confini cinesi.

Un particolare dell'opera "Fioritura" di Yuan Ruixiang
Le opere sono esposte nella splendida cornice di Palazzo Medici Riccardi. L’allestimento è suddiviso tra gli ambienti al piano terra, dove tra le sale Fabiani-Barducci e la galleria degli stucchi trova spazio il grosso della collezione, e il piano nobile che ospita un esiguo nucleo di opere.
Frutto dell’ingegno di artisti cinesi provenienti sia dalla madrepatria che dall'estero, sono rappresentate varie forme di arte: dipinti tradizionali e contemporanei (a pastello, acquerello, olio), inchiostro su carta di riso, incisioni, sculture e tecniche miste.

Gao Ming - "Pescherecci al tramonto"
He Hongzhou con “Scenario sul ponte” è stato eletto vincitore della competizione ed ha ottenuto il premio d’oro. L’opera vincitrice ritrae i tre artisti riconosciuti come i padri della pittura cinese moderna, Lin Fengmian, Wu Dayu e Lin Wenzheng. Eleganti nei loro abiti e nel portamento, con la Torre Eiffel sullo sfondo e la Senna che scorre sotto un cielo carico di pioggia, sono raffigurati come giovani studenti al tempo del loro soggiorno-studio a Parigi negli anni 20.

E’ un contesto urbano moderno quello che campeggia nell'opera eletta seconda classificata, “Ombre ciano” di Liang Yejian. Un ballo di strada di sette giovani corpi che volteggiano nell'aria, un vortice atletico di gambe al cielo e braccia tese che impersona il dinamismo e la vitalità tipiche della gioventù cinese.

Altro premio di argento è andato all'opera “La cerimonia di fondazione: lunga vita al popolo” dell’artista Li Chengmin. In questo dipinto a olio è raffigurata la cerimonia con cui il 1 ottobre 1949 il presidente Mao Tse-tung proclamò la nascita della Repubblica Popolare Cinese davanti ad un marea di persone e bandiere rosse festanti. Condensata nell'immagine di un preciso quanto significativo momento storico viene celebrata la ricorrenza del 65° anniversario dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese.


Il vincitore del primo premio di bronzo è Jiang Yong’an, con l’opera “Figure in dissolvenza: 25 ritratti in bianco e nero di anziane donne cinesi, un tempo “comfort women”.
“Comfort women” erano definite quelle donne costrette a prostituirsi nei centri del comfort, i bordelli al servizio dei militari dell’esercito giapponese dislocati nei territori occupati. Nati con l’intento di evitare gli stupri di guerra e la trasmissione di malattie sessuali, i centri del comfort divennero ben presto luogo di schiavitù sessuale per migliaia di ragazze che, dopo essere state prelevate dalle loro case con il miraggio di ottenere un impiego come operaia o infermiera, erano iniziate forzatamente alla prostituzione spesso in paesi stranieri. Tale pratica coinvolse tutti i paesi soggiogati all'imperialismo nipponico e in particolare la Cina, dove il giogo del colonialismo giapponese durò per otto lunghi anni. I ritratti sono accomunati da espressioni che virano dalla sofferenza, all'afflizione, allo smarrimento; evidenti sui volti le tracce della senilità e i profondi segni eredità di un passato difficile da dimenticare. Un grido di dolore e di denuncia per una ferita ancora aperta che ha avuto pesanti ripercussioni su migliaia di giovani vite.

“Frammenti” di Yuan Wei, anch'esso insignito con il premio di bronzo, è un mosaico astratto di materiali di diversa natura (metallo e carta) attraverso la cui armonica combinazione l’artista allude metaforicamente al tema dell’integrazione tra cultura occidentale e orientale.

"Campo verde" di Fu Zhenbao


Colori sgargianti si alternano a sfumate tonalità del bianco e nero, vigorose pennellate di tempera lasciano il campo ai delicati contorni a inchiostro, i mistici paesaggi orientali si combinano ai realistici ritratti di giovani. La sensibilità degli artisti in mostra setaccia temi di grande attualità e portata sociale: l’altalenante coesistenza tra uomo e natura, l’impatto del progresso e delle tecnologie moderne (cellulare e ingegneria aerospaziale per citare due esempi) senza dimenticare il passato e le differenze etnico-culturali che convivono all'interno dei confini cinesi.
Un percorso espositivo che esplora attraverso l’evoluzione artistica il profondo cambiamento in atto all'interno della società cinese, in precario equilibrio tra innovazione e tradizione. 


Notizie in pillole
Dove: Palazzo Medici Riccardi - Via Cavour 3, Firenze
Quando: tutti i giorni escluso mercoledì con orario 9.00-19.00
Costo: Biglietto intero 7€, ridotto 4€. La visita alla mostra è compresa nel biglietto di ingresso al percorso museale di Palazzo Medici Riccardi.



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